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Apprezzato per le sue interpretazioni solistiche e da camera, nonché per il suo ruolo di autore e docente, Pfeffer porta la sua arte sui palcoscenici nazionali e internazionali. Verifica le date per non perdere le sue prossime esibizioni.
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06
05/2026
Musica da camera per clarinetto e pianoforte
Robert Schumann (1810–1856)
Fantasiestücke op. 73 Johannes Brahms (1833–1897)
Sonata in Mi♭ maggiore op. 120 n. 2 Alban Berg (1885–1935)
Vier Stücke op. 5 Claude Debussy (1862–1918)
Première Rhapsodie Francis Poulenc (1899–1963)
Sonata per clarinetto e pianoforte FP 184
Il programma propone un affascinante percorso attraverso oltre un secolo di musica per clarinetto e pianoforte, dal primo Romanticismo fino al Novecento inoltrato.
Dall’intimismo poetico di Schumann e dalla scrittura nobile e crepuscolare di Brahms, si passa alle rarefatte miniature espressioniste di Berg e ai colori impressionistici della Première Rhapsodie di Debussy. La Sonata di Poulenc conclude il programma con un linguaggio moderno, brillante e profondamente teatrale, in cui ironia e lirismo convivono in perfetto equilibrio. Un dialogo cameristico ricco di contrasti stilistici, timbrici ed espressivi, che mette in luce la straordinaria versatilità del clarinetto e il suo rapporto privilegiato con il pianoforte.
WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791): Concerto per clarinetto
Composto nell’autunno del 1791, poche settimane prima della sua morte, il Concerto per clarinetto in La maggiore K. 622 rappresenta una delle vette assolute della produzione concertistica di Wolfgang Amadeus Mozart – e un atto d’amore nei confronti di uno strumento che egli aveva imparato ad amare profondamente. Destinato all’amico e virtuoso Anton Stadler, pioniere del clarinetto e del più raro corno di bassetto, il concerto esprime una tenerezza e una luminosità che sembrano sospese fuori dal tempo. La scrittura mozartiana esplora tutte le possibilità espressive dello strumento: dalla cantabilità quasi vocale del movimento lento, a momenti di gioiosa brillantezza e danza, fino a passaggi di dolce malinconia. Non è un caso che questo concerto sia considerato non solo una pietra miliare del repertorio per clarinetto, ma anche una delle più alte manifestazioni della poetica mozartiana. Chi lo ascolta viene inevitabilmente toccato dalla sua purezza formale, dalla trasparenza del linguaggio e dalla profondità emotiva che si sprigiona nota dopo nota.
Un’occasione unica per riscoprire l’anima del clarinetto – quella voce calda, profonda e umana che Mozart ha saputo esprimere come nessun altro.