Come Stenz, anche il solista Nicolai Pfeffer ha un legame con Colonia: il musicista di Fulda ha studiato alla Musikhochschule della città, dove oggi insegna anche. Pfeffer è padrone sovrano dello strumento e delle sue possibilità timbriche: il tono lirico e cantabile che domina il concerto trova in lui un avvocato eloquente. Fraseggia inoltre con grande cura, senza che ciò comprometta la morbidezza della condotta delle linee. Come strumento usa il comune clarinetto in la, non dunque il clarinetto di bassetto per il quale Mozart scrisse l’opera. Le inevitabili trasposizioni d’ottava le esegue però con grande abilità; proprio il suo registro grave suona seducente e sonoro.
Traduzione dal tedesco
